t e m p o r a n e a m e n t e

s c r i p t a * v o l a n t
giovedì, 05 novembre 2009

.. ma io per un attimo ti ho visto..
forse ti ho ricordato, 
ho visto le tasche
dei tuoi pantaloni
 e il tuo nome..
e sei sparito subito, brutta carogna..



ben turpin
il culto dei morti..

io penso si debba cominciare ad averlo quando la gente è viva.
non ne posso più di vedere comprare al supermercato orrende e puzzolenti cinerarie, crisantemi, zinnie.
e poi, i morti non esistono più, semplicemente.

mi piace immaginare che con un pensiero possiamo comunicare con loro, solo nella nostra testa ci incontriamo coi cari estinti; e con gli estinti stronzi, perché da morti non diventiamo meglio di come siamo stati da vivi.

a un grande stronzo, ladro e figghio'e bottana che tira le cuoia, bisognerebbe fargli una bella corona di rose rosse, d'amore, col nastro che dice "Al Grande Bastardo. I Dipendenti tutti e famiglia" - "A quel cornuto grannissimo de mi marito. Irma" - "A quella noiosa, fascista e avara della nonna. I suoi nipotini, addolorati".

perché no?
se là sotto c'è ancora qualcuno lo sa!
e allora, per chi tutte queste bugie? e poi una cosa non esclude l'altra, l'odio non disdegna l'amore.

ma per chi i mausolei di famiglia fatti dal fabbro, dall'artigiano del vetro piombato, dal marmista che putta qua e là, dall'ottonista che mette targhe, campanelli, cancelli e citofoni?
nelle tombe.
per i morti? non si sa, per i fiorai probabilmente.

avete mai notato l'odore nel negozio, il discutere calmo come a uno scemo, della composizione floreale, del modello? le loro facce quando vai a comperare i fiori per queste cose.
a momenti ti prendono in braccio, ti baciano sulle guance e ti cambiano il patello.

invece, se noi lo si facesse per amore, si comprerebbe un'orchidea rara alta due metri che costa una fortuna, il tronco intorcinato della foresta pluviale.
e ci si butterebbe con l'impermeabile a baciare il terreno, a sentire nella vocca quella terra nera indove è stato 'mbucato come 'na lettera.
eppure questo non succede, solo i primi anni si soffre, poi si cambia.

e forse, pure loro ci dimenticano, gli abbiamo rotto le palle in vita e li inseguiamo da stecchiti.
"e lassame 'n pace fijio mio!"
potrebbe dirlo, o sì che lo direbbe se fosse viva.
anche peggio.
e poi ha sempre detto "non fiori ma opere di bene" mi ricordo.

quindi, mantengo quel distacco necessario a non farmi morire di dolore se penso che non la vedrò mai più, perduta per sempre nel corpo.
non porto fiori, non visito le tombe, odio le lastre di marmo pesantissime che li ammazzano una seconda volta, con le lettere romane scritte sopra.

e quelle cazzo di foto.

che a pensarci bene, se uno è davvero previdente,  tutti gli anni va da un fotografo professionista a farsi fare l'eventuale foto per la lapide.
dura una vita, anzi di più.
perché farsi vedere col viso di Ben Turpin per sempre-empre-empre?
per Ben Turpin è perfetta, ma per gli altri no.

li vedi, con un occhio chiuso come al solito e il sorriso storto, i capelli pettinati male o stinti, per l'eternità.
ti rendi conto? cosa ci può essere di peggio?



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lunedì, 02 novembre 2009

"Maiala sarà la tù mamma!"
(da un dialogo tra due abitanti di Portici, primo paesino del Muraglione Forlì - Firenze)


quelle mattine in cui dalla gola allo sterno hai un foglio di carta vetrata, cosparso di catarro indurito e secco.

con quella tosse che non produce nulla e ti batte in testa, e quasi ti fai la pipì addosso nello sforzo di trattenere le smitragliate di broncospasmi.

pensi: "era meglio non riprendere a fumare", certo.

pensi: "me l'ha attaccata lui", come al solito..

non sai come fare ad alzarti, in modo che la giornata sia un giorno normale.

ma sembra che niente ti aiuti, il respiro è troppo corto e gli occhi così gonfi, e tu.. stanca!

poi cominci a sbrigare le cose quotidiane, prepari la colazione, ti lavi, lo vesti e lo pulisci.

e piano piano senti la malattia che ti ha aggredito, regredire ad uno stato semi-larvale, in cui la fronte scotta un po' ma non così tanto da immobilizzarti.

gli occhi e i denti puliti funzionano decisamente meglio.

e il corpo, anche per oggi, non è materiale da discarica.

ti devi curare
un po': maglioncino leggero, calze e scarpe in casa, sotto la t-shirt di cotone tanto "normale" che ti piace..

miele.

latte tiepido e té. o te.

e coda di cavallo. o chignon. perché i capelli quando si ha l'influenza.. sono un disastro!

e pensi che nel pomeriggio devi uscire ed in due ore presenziare a due appuntamenti importanti, devi essere presente, devi pagare questo e parlare con quell'altro, e il ragazzino lo deve tenere la signora perché lui come al solito..

e ricomincia la giornata.

meno faticosamente di quanto temi da sotto le coperte, appena aperti gli occhi sulla stanza scura.

"sembriamo merde ma siamo indistruttibili. o quasi" pensi seduta al computer, valutando se lavorare o giocare con lui per ora.

decisamente la seconda.






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sabato, 31 ottobre 2009

Poesia "per esempio"


e se qualcuno ti chiama pazza, accontentalo:

mettiti uno di quei cappelli a tesa larga che fanno schermo agli occhi,

sfodera qualcosa del tuo repertorio teatrale,

qualche battuta, un calambour, un momento geniale ..

straluna gli occhi e fai una domanda inutile

muoviti con cautela,

sospira, agitando le mani con gesti
fasulli da signora..

che impressione guardar quegli occhi che ti guardano

e implorano "no!"

pensano "mio dio, ma questa è matta per davvero?"

sai che soddisfazione, io dalla pazzia entro e ci esco.

tu la guardi da fuori e ti spaventi, non sei capace di sentire

neanche la metà dei nostri pensieri folli, il piacere di vivere,

il dolore,

di camminare con i piedi piantati a terra

o sorvolare leggera ogni cosa, senza peso..

né delle grandi cose che riusciamo a fare,

quando troviamo faticosamente un cammino.

tu, non arriverai mai lì

con quella gioia, con quel dolore.

tu, non pazzo, che giudichi e mi allontani,

che metti croci sulle caselline e visi alle maschere

tu che non vivi una vera vita, la mia la sua, per esempio.
.

non capisci.

e non potrai, mai.

perché ti manca qualcosa, a te.






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giovedì, 29 ottobre 2009

titolazio

Allegory_of_Good_Govt"Allegoria del Buon Governo" di Ambrogio Lorenzetti (1337-1340)


io son felice che abbia vinto le primarie Bersani, mi piace come parla.
tiene i piedi per terra senza essere un rompicoglioni che non si sposta da un'idea per puntiglio.
e poi ha un bellissimo accento romagnolo, che mi ricorda tanto..
e se ne va Rutelli, con Cacciari, la Binetti e Tabacci.. io mi domando: questi quattro cosa faranno insieme?

Tabacci è intelligente, troppo per la Binetti.
Cacciari è un "cristallo soffiato veneziano" che non si muove quasi più, credo per non rompersi.
la Binetti non voglio infierire, non so nulla di lei.
a parte che tiene l'Opus Dei, è contraria alle staminali, all'impianto di soli embrioni sani, al riconoscimento delle coppie di fatto e chissà cos'altro.
tanto mi basta e avanza, avanzissima direi!

e Rutelli? cosa mi ha fatto quell'uomo per passare dai radicali ai verdi ai democratici di sinistra, al pd (come tanti eh? un disastro che tutti paghiamo ancora..) ed infine uscirne del tutto?

fondano un partito che si chiamerà "Cambiamento e Buongoverno".
medioevale come idea!
un giorno qualcuno, preso da eccesso di zelo, da lì rifonderà il partito "Andiamo all'indietro, non sappiamo come fare. Ma siamo qui, costi quel che costi".
in breve tempo diventerà "Costi quel che Costi", partito senza programma ma con una serie di seminari a tema libero, gara di aquiloni e week end in ritiro religioso, per la durata di tutto l'anno scolastico sett - giu.

ma Francé.. dico io.. ma c'è qualcuno che quotidianamente ti vessa? ti parcheggiano sempre appiccicato e fai fatica a uscire? che cosa ti ha piegato e non riesci ad alzarti?
il bello della sinistra democratica, l'unico che avevamo!
è la figura diametralmente opposta a Capezzone, il famoso palo nel .. durante le interviste, rigido pappagalla l'ultima Ansa del Pdl come un burattino.
anzi peggio, perché un burattino nasce burattino, diventarci è peggio.

almeno di Rutelli mantengo il rispetto.
però mi preoccupa.
mi è diventato tutto bianco, un sepolcro imbiancato direbbero loro, e di fede.. che razza di fede ha trovato che lo rende così triste?

intanto vorrei che Bersani cominciasse a fare cose, perché il diavolaccio è sempre al lavoro ... e gli somiglia pure!

"Tirannide"

la tirannide
"Iustitia afflicta"

iustitia afflitta
particolari degli "Effetti del Malgoverno" di A. Lorenzetti.







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sabato, 24 ottobre 2009

"E me à sò 'e Ribéss,
Re d'tòtt al Béssi"


ribisso
Nel 1619 nella chiesa di Sant'Egidio del Bosco (l'attuale Gambettola) intorno alla chiesa, in casa del prete, nelle giare dell'olio e perfino nel letto, spesso e malvolentieri si trovavano serpi.
La chiesa era "ridotta a termine di grandissimo orrore e impraticabile".
Aggiustando il vecchio pavimento di legno, sotto il piancito, trovarono in un'intercapedine un brulicante, viscido, agghiacciante viluppo di "bisse" nere.

La gente chiese aiuto a un "ciurmadore" (stregone, incantatore) che esaminò il pertugio, e disse che bisognava aspettare una mattina fredda e piovosa, perché le serpi giacessero intorpidite.
Ordinò intanto di tappare tutte le fessure della stanza e di procurarsi pali di legno e altre armi. Quanto a lui, avrebbe preparato un potente antidoto "contro la malignità del veleno".

Il tempo peggiorò e spuntò un'alba livida e rigida; il "ciurmadore" tolse le tavole del pavimento e si trovarono "passa mille bisse e bruttissime oltremodo".
I coraggiosi accorsi a disinfestare la chiesa "cominciarono ad infilzare, tagliare ed ammazzare" le bestiacce che arrabbiate presero a mordersi a morte fra loro "e molte ne furono trovate con serpi piccole nella gola".
Per prudenza furono fatte allontanare le famiglie vicine.
Per tutto il tempo che durò la pulizia si tracannarono litri di contravveleno.
Ci vollero parecchie ore per eliminare tutte le serpi. Se ne riempirono varie carriole svuotate tutte in una grande fossa.

La stessa notte fu visto un enorme serpente "a simiglianza di un gatto, che andava gridando e arrabbiando" intorno alla chiesa e lanciava fischi acutissimi che gelavano il sangue. Chi era questo serpente infuriato che piangeva le povere "bisse" sterminate?
Era il Ribisso (epiteto tuttora appioppato a fanciulle di non eccelsa venustà e dal carattere spigoloso) il "re delle biscie", menzionato da Aristotele e descritto da Plinio come un gigantesco serpente (per i Greci, il Basilisco) con una piccola corona d'oro sul capo.

Nasce da un uovo fecondato da un gallo di sette anni nei giorni in cui brilla Sirio e covato da un rospo. Il suo alito pestifero è mortale e il suo aspetto è così orribile che la miglior arma è uno specchio: se il Ribisso si vede riflesso crepa di spavento. In questa storia di Pedroni si beccò un'archibugiata dal nipote del prete e finì, ingloriosamente, nella fossa comune.
"Laus Deo" concluse il cronista, Giacomo Antonio Pedroni di Santarcangelo di Romagna.
Da secoli, la leggenda popolare racconta, il Ribisso spaventa la gente sbucando all'improvviso fuori dai corsi d'acqua in campagna.

(Testo di un parroco, trovato su internet e tagliato e scorciato. Ma l'animale leggendario è quello)






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sabato, 24 ottobre 2009

       La capra della caverna


cavràza
              "E me..
             ca sò la capràza,
            mèza scàurga sé
             mèza scàurga no,
      s'un corni rét
        s'un corni tôrt,
    s'a véng a lé
             à te sciàf te côrp!
"


 
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venerdì, 23 ottobre 2009

ed eccomi qui, senza lavoro. di nuovo.
dopo tre anni tondi siamo arrivati a un dunque insostenibile.
la vita è proprio tutto un passaggio.
ho provato ad esporre per una volta le mie ragioni sul come e per quanto tempo e denaro mi tocca lavorare, e mi ritrovo a spasso.
"se no si chiude" mi dicono "tu sei pagata bene per quello che fai!".
col cazzo.
no, quello non c'entra proprio, come il fatto che fossi pagata bene io.
la gente ha sempre da volere.
si inizia che è tutto un grazie, prego, ma si figuri, come son contenta che lavoriamo insieme.
alla fine tutto va in merda.
i rapporti umani non devono essere eterni, ma un po' più solidi?
cioè, non ci vuole molto ad ammettere che mi pagavano un cazzo e che quasi quasi spendevo più soldi io in materiale, baby sitter e roba del computer..
non ci vuole molto, davvero.
ma siccome "hai bisogno", il lavoro è un regalo se te lo danno.
allora mi sono proprio stufata, ho lasciato perdere i grazie, scusi, ma prego faccia pure, e gli ho detto appena una parte di quello che penso.
che il più mi viene in mente sempre dopo, sono una che litiga da sola il giorno successivo, in macchina, o sul divano, mi vengono in mente le cose che ho mandato giù "per amicizia".
allora è amicizia?
cioè, io lavoro per te in amicizia, pacche sulle spalle, e tu mi sfrutti amichevolmente.
col cazzo.
e ci risiamo, dev'essere un problema urgente.
e sinceramente mi dispiace, mi mancherà parlare con altra gente, fare cose al computer divertenti e anche delle belle rotture di coglioni a volte!
ma non posso tornare indietro.
assolutamente no.
dopo che mi hanno detto "per quello che fai il tuo compenso è più che onorevole".
forse intendeva una puttanata, come il governo di adesso, visto che niente è più serio e persino chi dà lavoro a momenti lo devi pagare tu!
e vaffanculo, come al solito, a chiusura di questa schifosa usura.

cosa c'entro io con una precaria che lavora nella scuola privata?
c'entra, c'entra, son tante le storie che s'intrecciano.
e la parola d'ordine è "privato".
e "lavoro per denaro, non esclusivamente perché nobilita"
e questo non piace.





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domenica, 18 ottobre 2009

MON DIEU DE LA FRANCE, diceva quello.
E NOI CHE DICIAMO?


















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venerdì, 16 ottobre 2009

ogni canzone di quest'uomo è un piccolo testo di filosofia, forse erano gli anni settanta/ottanta che bruciavano le tappe della nostra vita, o forse le canzoni erano migliori di ora. io, comunque, fatico sempre a lasciarla andare, la favola:












postato da: pispa alle ore 20:38 | link | commenti (7) | commenti (7)
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venerdì, 16 ottobre 2009


Vergine (23 agosto - 22 settembre)


Per ottenere l’oro che serve a fabbricare un anello nuziale, bisogna lavorare una tonnellata di metallo grezzo. Per distillare il messaggio preciso che vogliono trasmettere, molti scrittori producono una marea di frasi inutili. Tieni a mente questi esempi nel valutare i tuoi ultimi progressi, Vergine. Forse hai l’impressione di procedere a passo di lumaca e di non tirare fuori nulla di buono. Ma secondo la mia analisi dei presagi astrali, stai per fabbricare l’equivalente di un anello d’oro.
(caro l'Internazionale.it che mi fai sognare)









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